La resina epossidica è uno dei materiali più affascinanti con cui lavoriamo: parte liquida, diventa solida come il vetro. Ogni pezzo che realizziamo è unico — anche se partiamo dallo stesso stampo, il risultato sarà sempre diverso.
La resina epossidica è un sistema bicomponente: si mescola la resina (parte A) con l'indurente (parte B) in proporzioni precise. La reazione chimica che ne segue — chiamata polimerizzazione — solidifica il composto nelle ore successive.
Dopo la miscelazione, la resina rimane lavorabile per circa 30–60 minuti (pot life). Il pezzo raggiunge una solidità sufficiente per essere sformato in 24 ore, ma la durezza massima si ottiene dopo 7 giorni di curing completo.
Usiamo pigmenti in polvere, pigmenti liquidi e fiocchi metallici appositamente studiati per la resina. Possiamo anche includere elementi reali — fiori essiccati, sabbie colorate, foglie d'oro — che rimangono intrappolati per sempre nel pezzo finito.
La resina UV indurisce in pochi secondi sotto una lampada UV — ottima per piccoli gioielli. Quella epossidica richiede più tempo ma permette colate molto più spesse, pezzi grandi e sfumature cromatiche impossibili con la UV.
Dopo la sformatura, ogni pezzo viene levigato con carte abrasive a grana progressiva (da 400 fino a 3000) e poi lucidato a mano. È il passaggio che trasforma un pezzo opaco in qualcosa che sembra vetro.
La resina epossidica non è adatta al contatto diretto con alimenti o bevande calde. I pezzi in resina vanno tenuti lontani da fonti di calore intenso (forno, lavastoviglie) per evitare deformazioni o ingiallimento nel tempo.
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